Salvagnini a LAMIERA

10-04-2019
15 - 18 Maggio, Milano

In linea con i propri valori e con il leitmotiv tecnologico di questa nuova edizione di LAMIERA, Salvagnini dà forma alle idee e si fa portavoce di un nuovo modo di pensare la fabbrica presentando al pubblico italiano la propria Social Industry. Un concetto che unisce due dimensioni complementari: il Social, ovvero tutto ciò che è digitale e connesso secondo i nuovi paradigmi della digitalizzazione di fabbrica, e l’Industry, che raggruppa i più evoluti concetti di produzione, flusso di processo e smart manufacturing. Due dimensioni apparentemente lontane come quella social dell’immateriale e del virtuale a quella fisica dei processi produttivi, in cui l’uomo con le sue competenze diviene il punto di contatto e connessione. Il risultato è una combinazione di processi adattivi, efficienti e automatici, perfettamente bilanciati, interconnessi all’interno e all’esterno dall’azienda, rispettosi dell’uomo e dell’ambiente, in grado di comunicare tra loro, di eliminare i tempi morti di lavorazione, di massimizzare la produttività, e di effettuare una produzione personalizzata, minimizzando gli scarti e i consumi.

Dal punto di vista delle innovazioni tecniche, a LAMIERA Salvagnini propone in anteprima mondiale la propria nuovissima sorgente laser da 6kW.

“La nuova sorgente ci garantisce, rispetto alla precedente, tutta una serie di benefici” esordisce Pierandrea Bello, Product Manager Salvagnini. “Il primo e più evidente è che abbiamo finalmente disponibile una L5 6kW. Il secondo, derivante esclusivamente dalla sorgente, è che possiamo aumentare la nostra velocità di taglio sul range di applicazioni più diffuso di L5, ovvero gli spessori medio-sottili, fino a 6 mm. Il terzo e collegato alle caratteristiche della L5 è che grazie all’alta velocità di taglio possiamo migliorare in maniera consistente anche le accelerazioni di taglio su spessori fino a 4 mm. Non solo: i dati che abbiamo raccolto ci fanno pensare che la nuova sorgente ci consenta di competere con prestazioni tipiche di soluzioni di potenza superiore. Tutto questo senza incidere negativamente sulle performance sugli spessori medio-alti, anche grazie al contributo dei nuovi ugelli Thunder sviluppati da Salvagnini per aumentare prestazioni e qualità nel taglio di forti spessori in azoto.”

Ma il laser ad alte dinamiche esposto a Milano propone ulteriori aggiornamenti tecnici che contribuiscono a renderlo ancora più efficiente:

  • un nuovo pianificatore delle traiettorie che consente maggiore velocità nei movimenti in rapido, quantificabile in un aumento di produttività che può raggiungere quasi il 10% a seconda della tipologia di nesting;
  • la nuova opzione SVS, acronimo di Sheet Vision System, che permette al cliente di riutilizzare i classici spezzoni di lamiera ricavandone un dxf da utilizzare come formato di partenza per nestare nuovi pezzi da tagliare direttamente a bordo macchina;
  • nuovi innovativi algoritmi di nesting che assicurano minori tempi di elaborazione, schemi di nesting più ordinati e un miglior impiego del materiale, garantendo risparmi fra il 5% e 10%;
  • l’opzione visione artificiale AVS, che permette rapidi allineamenti sui bordi del foglio in lavorazione o la possibilità di riferirsi su lavorazioni già presenti nel foglio, senza limiti di forma.

Per soddisfare la necessità di integrare verticalmente anche la pressa piegatrice nel processo produttivo, oltre che per ridurre le difficoltà nel reperimento di operatori macchina qualificati ed esperti, Salvagnini ha lavorato sul tema dell’automazione e presenta a Milano, al suo esordio ufficiale in Italia, la pressa piegatrice B3.AU-TO equipaggiata con il nuovo cambio utensile automatico, espressione concreta di un nuovo concetto di pressa piegatrice automatizzata e scalabile.

“Non è un semplice riattrezzaggio automatico” spiega Giulio Farina, CEO di Salvagnini Robotica “ma un concetto più evoluto: mettiamo a disposizione del cliente diversi livelli di automazione. Il primo livello è rappresentato dal dispositivo ATA (Automatic Tool Adjuster), che permette di cambiare e regolare in automatico la lunghezza degli utensili di piega superiori recuperando tempi ed efficienza produttiva nel caso di produzioni a kit. Il secondo livello prevede l’estensione del dispositivi ATA agli utensili inferiori, mentre il terzo livello è rappresentato dalla matrice a “V” variabile. Quello che Salvagnini propone oggi con il cambio utensili AU-TO è invece il quarto livello, quello più evoluto: permette all’utente di creare un’automazione adatta alla propria realtà di fabbrica, attrezzando automaticamente la macchina con le migliori strategie possibili in funzione del proprio flusso di produzione.”

A LAMIERA è esposta anche una pannellatrice, macchina che più di ogni altra caratterizza lo spirito innovatore Salvagnini e tecnologia di cui il gruppo detiene la leadership mondiale, nella sua versione compatta: P2lean-2120 di terza generazione, caratterizzata da carico e scarico manuale, probabilmente il modello di maggior successo tra quelli disponibili.

“La pannellatrice Salvagnini è una macchina automatica sotto ogni aspetto e, come tale, ideale per una moderna smart factory” spiega Tommaso Bonuzzi, Sales Director Salvagnini “Si tratta di una macchina di comprovata affidabilità cui continuiamo ad apportare interessanti migliorie. In quest’ottica la novità principale è rappresentata dall’incremento dell’altezza massima di piegatura, con le versioni che raggiungono i 203 mm di piega introdotte per affiancare i già noti modelli da 165 mm. Le lunghezze massime di piegatura variano da 2.180 mm a 2.500 mm, ma in questo caso riteniamo molto più significativo il dato relativo alle dimensioni minime delle scatole che è possibile realizzare, sceso a 150x250 mm. Lo spessore massimo della lamiera che è possibile lavorare è di 3,2 mm, ma ancora più interessanti a nostro parere sono gli 0,4 mm di spessore minimo che la P2lean processa senza difficoltà. Come da tradizione Salvagnini, si tratta di una macchina adattativa capace di reagire e settarsi da sola in conseguenza delle mutate condizioni di piega - per esempio in base alla temperatura, o a seconda del carico di rottura del materiale da piegare. E proprio perché la macchina applica forze e parametri completamente differenti a seconda del pannello da realizzare, utilizzando esattamente l’energia necessaria per piegare quel determinato pezzo, queste pannellatrici Lean di terza generazione sono più facili da manutenere, consumano meno e sono ancora più silenziose e compatte”.

La centralità dell’uomo è elemento fondamentale, il fulcro della Social Industry, ovvero una fabbrica che tiene conto dei nuovi modelli sociali e industriali. Proprio in questo senso Salvagnini mette i propri visitatori al centro, e offre loro la possibilità di scegliere cosa produrre e di vivere un’esperienza produttiva reale in cui le macchine collaborano fra loro in un insieme di flussi concatenati, all’unisono.

"Per una questione di praticità" spiega Francesca Zanettin, Head of MarkComm Salvagnini "la scelta avviene all’interno di una gamma di oggetti prestabilita, che però il visitatore può personalizzare con un nome prima di avviarne l’iter produttivo. Ogni macchina, laser, piegatrice o pannellatrice che sia, comunica a quella successiva cosa sta lavorando in modo da predisporla per lavorazione seguente; ognuna collabora e interagisce per produrre quello che serve nel momento richiesto. Ed ogni macchina è connessa alle altre grazie a carrelli autoguidati SGV che, muovendosi liberamente tra esse, gestiscono al meglio il flusso dei semilavorati. Ecco, questo è il vero significato della digitalizzazione di fabbrica e dell’Industria 4.0 secondo noi di Salvagnini” conclude Zanettin. “Ai visitatori della manifestazione dico quindi di venire a toccare con mano cosa significhi vivere l’esperienza della Social Industry”.

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