Strategie e programmi di crescita di Salvagnini, fra i top produttori europei di macchine utensili

02-12-2021
INDUSTRIA ITALIANA, 2 Dicembre 2021

La multinazionale veneta conta su 23 stabilimenti nel mondo e oltre 1.900 dipendenti. Per ripartire dopo un 2020 difficile punta su tailorizzazione della produzione, digitalizzazione e Iot, capillarità, macchine adattive e l'anticipazione dei trend di mercato. Parla il sales director Tommaso Bonuzzi.

«La previsione per il 2021 è quella di chiudere l’esercizio con un fatturato a quota 395 milioni, in leggera crescita rispetto ai 389 milioni registrati l’anno scorso, caratterizzato dal pesante impatto della pandemia. Per il 2022, invece, la crescita è stimata tra il 7% e l’8%».   Parola di Tommaso Bonuzzi, sales director di Salvagnini, uno dei più importanti produttori italiani di macchine utensili. Con sede a Sarego (Vicenza), l’azienda guidata da Francesco Scarpari, occupa 1.900 dipendenti, e ha cinque stabilimenti produttivi e 23 società di vendita e assistenza tecnica in tutto il mondo.  Si è specializzata nella realizzazione di pannellatrici, piegatrici, punzonatrici e macchine per il taglio laser. L’industria nazionale delle macchine utensili, dopo il calo a doppia cifra nel 2020, farà registrare nel 2021 una decisa ripresa, secondo le previsioni di Ucimu-Sistemi per produrre, l’associazione che riunisce i principali costruttori: la produzione segnerà un aumento del 10,9%, raggiungendo quota 5,4 miliardi di euro; l’export, invece, si attesterà a quota 3.1 miliardi di euro, con un rialzo del 9,4% rispetto all’anno precedente.